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La sofferenza che non va perduta

franc– JEANNETTE: «Oggi non è più la terra che prepara all’inferno. È l’inferno stesso che trabocca sulla terra».

– M. GERVAISE: «Non possono esserci che due razze di sofferenza: la sofferenza che non va perduta, e la sofferenza che va perduta. Della sofferenza che non va perduta noi siamo, insieme a Gesù Cristo; la nostra sofferenza è della stessa sorta della sofferenza di Gesù Cristo; la nostra sofferenza non va mai perduta… C’è altrove una sofferenza che va perduta, che per l’eternità non serve. Che è sempre vana, vuota, che è sempre cava, sempre inutile, sempre sterile, eternamente sempre, qualsiasi cosa loro vogliano… Impara, figliola, impara cos’è l’inferno. Qui è il segno, qui è la distinzione, qui è la differenza. Ed è infinita. Altrimenti, se servissero, sarebbero come noi. Sarebbero felici come noi».

Ch. Péguy, “Giovanna d’Arco”

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